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Documentazione

Server e piani

Un server in Provibr è tutto ciò che la sua integrazione mette a disposizione: una macchina virtuale, un account di hosting o un server di gioco. Vivono in un unico elenco, con un unico insieme di autorizzazioni e lo stesso registro delle attività. Ciò che cambia è quello che ci si può fare, e questo dipende dal provider.

Piani

Un piano è un ordine salvato. Esiste perché ciò che si vende venti volte venga descritto una sola volta, e perché un collega che lo ordina non possa sbagliare un dettaglio senza accorgersene.

Piano VPS
Core, memoria e disco, più il pool di indirizzi da cui attingere e, facoltativamente, un bridge. Non è legato a un’integrazione, quindi lo stesso piano funziona su tutti gli hypervisor che ha collegato.
Piano web
Un pacchetto di hosting su un pannello di controllo, con un nome scelto da lei. Il nome del pacchetto viene memorizzato così com’era in quel momento. È un riferimento a qualcosa che si trova sul suo server, non una copia del suo contenuto.
Piano di gioco
L’intero container su un pannello di gioco: l’egg, facoltativamente un’immagine e un comando di avvio, i valori delle variabili, i limiti e i limiti delle funzionalità. Non è possibile ordinare un server di gioco senza un piano.
I piani sono visibili a tutta l’organizzazione e possono essere disattivati anziché eliminati. Un piano disattivato scompare dal modulo d’ordine e lascia intatti i server creati a partire da esso.

Ordinare

Il modulo d’ordine ha due passaggi. Il primo riguarda che cosa si sta ordinando, il secondo i dettagli. Un’integrazione da cui non è ancora possibile ordinare compare con il motivo e con un link alla scheda che risolve il problema.

  • Su un hypervisor si sceglie l’integrazione, facoltativamente un piano e il sistema operativo. Senza un piano le risorse si indicano a mano, entro i limiti di ciò che il nodo può realmente offrire, là dove l’agente lo ha misurato.
  • Su un pannello di controllo si sceglie un piano web oppure un singolo pacchetto, poi il nome utente, il dominio, l’indirizzo e-mail e la password.
  • Su un pannello di gioco si sceglie un piano di gioco e un nome. Sono gli unici due campi.

Se il piano contiene un pool di indirizzi, l’indirizzo arriva da lì e il selettore manuale scompare. Senza un piano è possibile prendere il primo indirizzo libero di un pool, fissarne uno specifico oppure non prenderne nessuno.

Per una macchina virtuale l’ID macchina non si sceglie mai: la piattaforma ne assegna uno all’interno dell’intervallo definito sull’integrazione e non ne riutilizza mai nessuno. Un account di hosting è identificato dal nome utente scelto, un server di gioco dall’identificatore che gli assegna il suo pannello.

Che cosa si può fare con un server

I pulsanti dipendono dal provider. Un account di hosting non ha un pulsante di avvio perché non c’è nulla da avviare; un server di gioco ha un pulsante per forzare l’arresto perché ai container a volte serve.

  • Macchine virtuali: avviare, arrestare, spegnere, mettere in pausa, riprendere, aggiornare lo stato, reinstallare, ridimensionare e aggiungere dischi, aggiungere e rimuovere schede di rete, modificare le regole del firewall ed eliminare.
  • Account di hosting: sospendere, riattivare, cambiare pacchetto, aggiornare lo stato ed eliminare.
  • Server di gioco: avviare, arrestare, riavviare, forzare l’arresto, sospendere, riattivare, aggiornare lo stato, reinstallare ed eliminare.
L’eliminazione richiede di digitare il nome del server, e il controllo viene ripetuto lato server anziché essere dato per buono dal browser. È anche possibile rimuoverlo soltanto da Provibr e lasciare la macchina dov’è. È un’autorizzazione a parte, perché è una decisione diversa.

La pagina del server

  • Panoramica: lo stato, le risorse, gli indirizzi, l’integrazione e l’agente a cui appartiene, l’utilizzo recente e i pulsanti.
  • Statistiche: i grafici, su un’ora, sei ore, un giorno o una settimana.
  • Rete: gli indirizzi assegnati da Provibr accanto a quelli osservati dall’agente, le regole e il log del firewall e gli indirizzi MAC usati per l’installazione da rete.
  • Hardware: dischi e schede di rete, letti dalla macchina stessa.
  • Console: uno schermo o un terminale in diretta, dove il provider ne ha uno.
  • Attività: ogni comando e ogni evento di questo server, con il motivo indicato dall’agente.
  • Impostazioni: la sua provenienza, la reinstallazione, l’installazione da rete, il cambio di pacchetto e l’eliminazione.
Una scheda che non si vede è una funzionalità che il provider non ha oppure un’autorizzazione che non le è stata concessa. In entrambi i casi è voluto; non è un errore.

Stati

Due di essi si confondono facilmente, e la differenza conta per la fattura.

  • Provisioning: Provibr lo sta creando. La clonazione o la chiamata di creazione è ancora in corso.
  • In installazione: la macchina si sta configurando da sola, tramite cloud-init oppure tramite un’installazione da rete. Conta come in esecuzione.
  • In esecuzione, arrestato, errore, sconosciuto: ciò che il sistema riporta.
  • Sospeso: spento e bloccato. Può averlo fatto lei, può averlo fatto un amministratore oppure la piattaforma, perché è stato superato il limite della licenza.
Solo un server sospeso non conta ai fini della capacità. Una macchina semplicemente arrestata occupa comunque il suo posto, e una macchina in fase di installazione lo occupa già.

Modifiche fatte fuori da Provibr

L’agente esegue il polling ogni venti secondi e un confronto completo ogni pochi minuti, quindi una macchina arrestata a mano da qualcuno risulta arrestata entro più o meno quel tempo. Alcune osservazioni vengono ignorate di proposito: una macchina non può dichiararsi in esecuzione mentre è ancora in fase di installazione, e nessuna osservazione proveniente dalla sua infrastruttura può togliere una sospensione imposta dalla piattaforma per il superamento del limite.

Una risorsa che esiste sul suo sistema ma non ha una voce in Provibr viene ignorata a ogni polling, conteggiata e registrata nel log una sola volta. Per questo le sue macchine di produzione non compaiono mai da sole nel pannello.

Adottare ciò che esiste già

Dove un provider è in grado di elencare ciò che gestisce, la sua integrazione ha una scheda di importazione. Si ottiene l’elenco, si spunta ciò che serve e diventa un server in Provibr con il suo identificatore reale. Nessun segnaposto, nessuna seconda voce.

Funziona ovunque un’integrazione possa elencare ciò che vi è già in esecuzione, che si tratti di macchine virtuali, account di hosting o server di gioco. Così nulla su un sistema collegato deve essere ricreato a mano.

Le risorse importate contano ai fini della capacità esattamente come quelle ordinate, e l’avviso si trova sopra il pulsante anziché dopo.